Alessandro Boffino, è stato in seguito denunciato dal dr. Dauri (cit. "Corriere della Sera, 30 giugno 1998).
Ventiquattr'ore. Tanto è bastato ai tre esperti inviati all'Ospedale San Giacomo, dall'Assessore alla Sanità, Lionello Cosentino, per chiudere la loro indagine scaturita a seguito del memoriale-denuncia dell'anestesista del Sant'Eugenio, Dr. Pierfrancesco Dauri.
Le conclusioni dell'indagine hanno messo a fuoco una situazione del Pronto Soccorso del San Giacomo «allo sbando» dove «non appare regolamentata l'attribuzione delle responsabilità di trattamento e l'osservazione è sprovvista di competenze interdisciplinari e possibilità di monitoraggio».
Lo stesso assessore ha inviato una «diffida al Direttore della Asl RMA (da cui dipende l'Ospedale San Giacomo, n.d.r.) chiedendo in primo luogo di «diffidare» il chirurgo del Pronto Soccorso che aveva visitato il Dr. Dauri in quanto "I suoi comportamenti sono segnati da gravi carenze nella documentazione della attività svolta e nel rapporto medico-paziente, fino a indurre il rifiuto dell'intervento chirurgico"; e in ultimo la prescrizione di obiettivi e tempi di realizzazione: «30 giorni per organizzare le attività di emergenza secondo il modello dipartimentale; 10 giorni per realizzare procedure di documentazione dell'attività di pronto soccorso; 60 giorni per formalizzare le modalità di gestione dei casi critici». Da sottolineare che prima del memoriale-denuncia il pronto soccorso del San Giacomo era stato classificato come Dea e cioè: centro deputato ad assicurare l'emergenza, di Primo Livello.
situazione e chiede alla moglie di farlo firmare e di portarlo in una clinica. Dopo la firma e la chiamata di una ambulanza privata, il Dr. Dauri viene accompagnato in una stanzina, ma poco dopo la situazione precipita: «pressione 60/30, frequenza cardiaca 100 b. x min. sudorazione fredda, cianosi, conati, senso obnubilato». La moglie a quel punto dice «Se entro cinque minuti non fate un emocromo ed un'ecografia, vi denuncio». Viene chiamato il radiologo e solo dopo mezzanotte (il paziente era giunto al Pronto Soccorso alle 21,45) viene sottoposto ad ecografia, risultato: «ma qui c'è un grosso ematoma intraepatico, sangue nella loggia splenica, sangue nello sfondato retto vescicale, presto, deve essere operato d'urgenza!». Alle 02,00 "tra le mura amiche di Villa Nomentana" il dr. Dauri viene operato e salvato. Il medico del Pronto Soccorso, dr.