Sono per una scelta di vita. Apparentemente, siamo tutti, per una scelta di vita. Tuttavia, perché, questa sia autentica, se non vera, occorre osservare con quaòe tipo di approccio ci prepariamo a farla. Una modalità intelligente è quella che affronta, in maniera sistemica, il «qui ed ora» della realtà, con lo spirito della ricerca dell'esperienza, nello studio della logica delle cose e del coinvolgimento «volontario» nelle medesime (modalità dialettica di confronto).
Una modalità «alterata» è quella di un approccio finalizzato alla lettura dei punti deboli altrui ed all'uso dei medesimi nell'esercizio di una dinamica di potere. La mente non sviluppa, in tal caso, una logica relazionale di confronto, come dinamica di vita, ma blocca il suo sviluppo dialettico in un meccanismo di difesa, realizzato attraverso un effimera, ma raffinata, dinamica di morte (l'esercizio di potere come manifestazione di una castrazione, e di una repressione pregressa). Se sono per una scelta di vita, mi piace giocare. Giocare, anche, con la parola. Le parole danno un «verso», un «significato» alla vita. La rubrica BioLogicaMente, mi consente di giocare.
Un avverbio, è la parte invariabile di un discorso, e, quindi, indica un «verso», un indirizzo, secondo il percorso del divenire, lungo una linea di dialettica, infinita; mente biologica è un sostantivo con aggettivo composto, ad indicare una sostanza nelle categorie del pensiero. Un avverbio ed un sostantivo contenenti tre poli nella vita (bio), come sviluppo della logica della
MENTE, nel divenire della sostanza. Tre poli che possono innescare dinamiche di vita o di morte. Tre poli, tre teste: un cerbero di mitica memoria; un'ecate, egualmente mostro a tre teste bio-logica-mente. Come usare la vita? Come usare la logica? Come usare la mente? Il termine, a seconda dell'uso, è il Cerbero e l'Ecate. Il Cerbero è la realtà, insita in ogni individuo, che rappresenta il punto di passaggio tra il vissuto emozionale e la logica del pensiero, come risultato esperienziale dell'uomo, e, quindi, il punto di fermo, il punto di impedimento, prima di... Cerbero, cane con tre teste, coda di serpente, che può impedire al vissuto emotivo di uscire ed alla capacità logica del pensiero di entrare nel «vissuto» esperienziale del soggetto.
Le scelte che un individuo può fare per questa osmosi della vita, nella logica dello sviluppo della mente, attraverso l'esperienza, possono essere o quella di Orfeo, che addormentò Cerbero con il suo canto (paura di affrontare la propria realtà di crescita); o quello di Enea che alimentò Cerbero con una focaccia di miele e latte (il non vivere l'esperienza, ma procedere secondo dinamiche di rassicurazione); o quella di Ercole (la fatica - la dodicesima - attraverso la verifica adolescenziale della ricerca), che riuscì a trascinare Cerbero, con «catene adamantine», lungo un sentiero sotterraneo che conduce, sulle rive del Mar Nero, nella cupa grotta di Acona. Ercole, l'individuo, il ciascuno di noi, che realizza il percorso della sua vera nascita. Ercole, le catene adamantine, Cerbero nella luce. Quando Cerbero venne abbagliato dalla luce, abbaiando furiosamente, fece uscire dalle sue tre bocche, una saliva che, volando sopra i campi verdi, fece nascere la pianta velenosa dell'ACONITO, detta anche Ecatea, perché Ecate, colei che colpisce da lontano, la dea della morte, figlia dei Titani, divinità lunare, confusa con Artemide (lato invisibile della luna - lato invisibile della madre), fu la prima ad usarla. Lei che non usciva mai dalle dimore sotterranee, divenne una divinità infernale, come rappresentazione di una esistenza nata, ma abortita al nascere. Ecate, dea degli spettri, chiamata anche Trivia perché amante dei crocicchi e dei trivii, è la rappresentazione della dimensione fantasmatica dell'individuo, la dimensione che fa
paura e che l'individuo ha difficoltà ad affrontare perché esperirla ed affrontarla significherebbe analizzare la dimensione panica del tabù dell'incesto. In omeopatia l'Aconitum è il rimedio medicamentoso simile allo stato di avvelenamento affettivo dell'individuo. La fuoriuscita della saliva da cerbero e la nascita dell'Aconito sta ad indicare come la fuoriuscita della nostra dimensione fantasmatica crei la vita e la cura nella vita, anche attraverso il parto doloroso del nostro vissuto. Una scelta di vità è il percorso di Ercole, figlio di una divinità, Zeus (la mente), e di Alomena, ultima donna mortale con la quale Zeus si accoppiò (il corpo). Ercole è la rappresentazione sofferta e possibile del percorso umano, un percorso volto a scoprire i «semplici» della vita, quelli preposti alla salute. Oltre all'Aconito, Ercole scoprì i seguenti semplici: l'origano selvatico (eraclea panacea); lo stelo sottile dell'eraclea sideria, con le foglie simili a quelle del coriandro, che cresce sulle rive dei laghi e dei fiumi ed è un eccellente rimedio per tutte le ferite di armi da taglio; lo Iosciamo o Embane, che provoca vertigini e pazzia; l'eraclea ninfea, che ha una radice a forma di clava, e fu così chiamata in memoria di una Ninfa abbandonata da Eracle, che morì di gelosia. Questa sostanza rende impotenti gli uomini per un periodo di dodici giorni.
La radice, a forma di clava, è il fallo sotterrato nell'utero della madre nella dimensione incestuosa della morte. Ciascuno di noi, come Ercole, ha una forza tra l'umano ed il divino, una forza sofferta e sottoposta a mille ostacoli, a mille sperimentazioni. Ciascuno di noi, come novello Ercole, può scoprire ciò che lui ha scoperto. Noi, come lui, sconfiggendo la morte, possiamo liberarci della tutela matriarcale.
*Psicoterapeuta