FattiChiari
per cento del corpo sanitario nazionale. A trarne beneficio con continuità invece sono 20milioni di persone, il 36% dell'intera popolazione. Il 70% dichiara, invece, di averne fatto uso almeno una volta. Il fatturato di queste medicine nel '96 era di 441 miliardi di lire. I "rimedi unitari" vengono rimborsati dal Sistema sanitario nazionale per il 65%, mentre quelli complessi e da banco si pagano interamente. Le case farmaceutiche che assorbono la quasi totalità del mercato sono Boiron (60%), Dolisos (25%) e Lehning (5%). Queste distribuiscono i medicinali attraverso 23mila farmacie. Il classico tubo contenente circa 4 grammi di principio attivo costa solo 3.300 lire. E l'Iva incide per il 2%.
C. S. Hahnemann nasce nel 1775 a Meissen in Sassonia.
 
Dunque l'omeopatia tedesca ha una tradizione molto consolidata per motivi culturali e sociali con un mercato di farmaci in crescita costante. Il fatturato stimato, nel '96, in 365 miliardi di lire la pone, dopo la Francia, al secondo posto in Europa. La legislazione tedesca che regolamenta il settore è tra le più avanzate in Europa. Qui fin dal 1978 il ministero della Sanità ha fissato delle regole precise nei processi di registrazione dei farmaci. Successivamente, nel '94, le normative sono
state, ulteriormente, ampliate per favorire l'attuazione della direttiva 92/73 della Comunità europea. La vendita è dispensata nelle sole farmacie, e lo Stato rimborsa quasi 3 mila su 12 (tubo da 10 grammi) per i soli rimedi unitari. Tra le aziende farmaceutiche leader, la prima per fatturato è la Dhu (gruppo Schwabe) con il 16%. Seguono Sanum Kehlbeck e Madaus con il 15 %. Il restante 54% viene suddiviso tra Kattwiga, Hevert e Heel.
 
In Italia la medicina omeopatica ha avuto, negli ultimi dieci anni, un continuo incremento sia nel numero di medici che la praticano (5 mila), sia nel numero degli utenti che la usano (7 milioni).
La stima per quanto riguarda la commercializzazione e la vendita dei farmaci ha avuto, negli ultimi 3 anni, un incremento annuale compreso tra il 15% e il 30%. Il numero di farmacie omeopatiche esistenti sul territorio nazionale è in continuo aumento: a fine '96 erano più di 7 mila. Per quanto riguarda il fatturato delle industrie farmaceutiche, aggiornato sempre al 1996, la stima è compresa tra i 110-130 miliardi di lire, comprendendo anche i cosiddetti prodotti da banco.
I medicinali complessi coprono circa il 60% delle vendite mentre il 40% è per i rimedi unitari. L'industria farmaceutica omeopatica che ha il maggior fatturato è la Boiron Italia (34%) coprendo circa 1/3 di tutto il mercato. Guna (22%) e Dolisos (20%) occupano la 2° e la 3° posizione.
Per colmare il vuoto legislativo, i Paesi
si allineano gradualmente
alle direttive comunitarie.
Ma il mercato
segue altre regole
mortaio
La Medicina          omeopatica        in Europa
Fino a qualche anno fa, in mancanza di precise normative comunitarie, i medicinali omeopatici venivano venduti in un regime di semi-clandestinità, perché considerati come prodotti parafarmaceutici.
Per trovare la dizione "medicinale omeopatico" in una direttiva comunitaria bisogna attendere fino al 22 settembre del 1992. Nel '93 ne seguono altre. Ma soltanto nel '95 vengono recepite e attuate in Italia. Eppure, da noi gli ostacoli per curarsi sono ancora tanti.
 
La Francia è considerata il Paese che vanta il maggior numero di medici e di utenti omeopatici grazie a C. S. Hahnemann che esule a Parigi, qui ha gettato le basi per la nascita e lo sviluppo dell'Omeopatia.
Più del 2 per cento dei farmaci venduti è omeopatico. A prescriverli sono circa 18 mila medici: il 32
Strasburgo. Dal primo documento del Parlamento Europeo: considerazioni e richieste sulle medicine non convenzionali
 
Considerando che:
...diversi metodi di trattamento o diversi approcci alla salute e alla malattia non si escludono reciprocamente ma possono essere invece utilizzati in modo complementare...
... l'importanza, da un lato, di garantire ai pazienti la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica - assicurando loro il più elevato livello di sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia e il rischio eventuale delle cosiddette medicine non convenzionali - e, dall'altro, di proteggerli da persone non qualificate...
... esiste un largo spettro di discipline mediche non convenzionali e che talune di esse - come in particolare la chiropratica, l'omeopatia, la medicina antroposofica, la medicina tradizionale cinese (compresa l'agopuntura), lo shiatsu, la naturopatia, l'osteopatia, la fitoterpia, ecc. - beneficiano di una forma di riconoscimento giuridico in taluni Stati membri e/o di una struttura organizzativa sul piano europeo...
...considerando che una legislazione europea in materia di statuto e di esercizio delle medicine non convenzionali potrebbe costituire una garanzia per i pazienti e che ciascuna disciplina dovrebbe essere in grado di organizzare la professione a livello europeo (codice deontologico, registro della professione, criteri e grado di formazione)...
chiede alla Commissione di impegnarsi in un processo di riconoscimento delle medicine non convenzionali, e, a tal fine, di adottare le misure necessarie per favorire l'istituzione di comitati ad hoc. E di realizzare prioritariamente uno studio approfondito per quanto concerne l'innocuità, l'efficacia, il campo di applicazione e il carattere integrativo o alternativo di ciascuna medicina non convenzionale, nonché uno studio comparativo dei sistemi giuridici nazionali esistenti cui sono soggetti coloro che praticano medicine non convenzionali.
IN NOME DEL POPOLO OMEOPATICO
di Roberto Pulcri
sole omoios ok
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